VARIAZIONE PREZZI MAGGIO 2023 – CENTRO STUDI DI FIPE

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MAGGIO 2023

i prodotti di pasticceria e gelateria segnano un incremento di +6,2%

Il Centro Studi di FIPE Confcommercio ha pubblicato i nuovi dati sulla dinamica dei prezzi nei pubblici esercizi relativi a maggio 2023.

A Maggio 2023 i prezzi dei servizi di ristorazione commerciale (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, ecc.) fanno registrare una variazione dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 6,7% rispetto allo stesso mese di un anno fa. La variazione tendenziale per l’intero comparto si attesta sul 6,5%, restando al di sotto dell’inflazione generale che registra un incremento del 7,6%. gli incrementi che riguardano i prodotti di pasticceria e gelateria (+6,2%)

I BAR
Il profilo inflazionistico dei bar segna il +4,9% e resta dunque sugli stessi livelli di aprile. Sopra la media del comparto sempre gli incrementi che riguardano i prodotti di pasticceria e gelateria (+6,2%) e gli snack al bar (+5,3%). Caffetteria e bevande analcoliche e gelato artigianalealcoliche segnano rispettivamente il +4,5% e il + 4,6%.

I RISTORANTI
Sul 2022, nei ristoranti tradizionali si riscontra un rallentamento con gli aumenti che si attestano sul 5,8% anziché sul 6,1%: qui si riscontra la decelerazione su aprile delle pizzerie (+6,7% vs +7,6%) e del delivery (+11,5% vs 13%).

MENSE
I prezzi delle mense1 registrano una variazione dello 0,8%. Sono ancora le mense scolastiche a frenare l’inflazione del comparto (+0,2%).

ISTAT – INFLAZIONE IN CALO A MAGGIO 2023

Nel mese di maggio 2023, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,3% su base mensile e del 7,6% su base annua, da +8,2% nel mese precedente, confermando la stima preliminare.

La decelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da +26,6% a +20,3%) e, in misura minore, di quelli degli alimentari lavorati (da +14,0% a +13,2%), degli altri beni (da +5,3% a +5,0%), dei servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +5,6%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,9% a +6,7%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalle tensioni al rialzo dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +8,4% a +8,8%) e di quelli dei servizi relativi all’abitazione (da +3,2% a +3,5%).

FONTI Centro Studi FIPE  – ufficio.studi@fipe.it – www.fipe.it  – https://www.istat.it/it/archivio/285711