STAGIONE DEL GELATO: INIZIO CON LUCI ED OMBRE

gelato artigianale
stagione

Mauro Crivellaro

gelato artigianale

Sergio Del Favero

La seconda stagione del gelato dell’era Covid è iniziata, quasi tutte le gelaterie (ovviamente quelle che non erano già aperte tutto l’anno) hanno aperto da qualche tempo le loro botteghe. Rispetto allo scorso anno le cose vanno un po’ meglio in quanto, sia pur tra tante limitazioni imposte dalle normative anti Covid, non c’è più il lockdown totale che nello stesso periodo del 2020 consentiva la sola vendita a domicilio. Ora è almeno consentito l’asporto che agevola il rapporto con il cliente che può vedere e scegliere ciò che più gli aggrada. E sappiamo tutti l’importanza di poter anche vedere le preparazioni che i gelatieri sono sempre più attenti a proporre nelle vetrine in vaschette sapientemente decorate per esaltare gli ingredienti utilizzati, spesso ricercati e particolari. Le diverse ricorrenze che caratterizzano il periodo sono spesso occasione per il gelatiere per proporre gelati speciali molto apprezzati. Anche i fatturati 2021 rispetto all’inizio della stagione scorsa registrano sensibili miglioramenti. Come sempre la situazione delle gelaterie non è però uniforme in quanto, come noto, le tipologie di vendita sono diverse. Quelle che stanno subendo meno la crisi Covid sono le gelaterie più tradizionali dove generalmente si vende solo gelato per asporto senza mettere a disposizione del cliente tavoli e sedie. Diversa è invece la situazione per le vendite di gelato abbinate all’attività di bar o quelle che dispongono di tavolini che ancora non possono essere utilizzati. C’è poi la differenza legata alla collocazione, in città, nei centri più piccoli o nelle città d’arte o, peggio ancora, nelle località turistiche dove l’afflusso è assai ridotto. Una penalizzazione pesante è anche legata alla chiusura delle scuole. Insomma la stagione è sì partita ma assieme a qualche luce ci sono ancora tante ombre che speriamo vengano superate con il miglioramento della situazione sanitaria. In questo contesto una sensibile riduzione viene registrata anche per il ricorso al delivery che all’inizio del 2020 rappresentava la sola “ancora di salvezza” per l’attività di gelateria e che aveva visto anche molti gelatieri provvedere in proprio alle consegne. Anche la tipologia dei gelati venduti è vincolata dalle normative che non consentono il consumo del gelato nei pressi della gelateria e quindi quasi niente coni, qualche coppetta e soprattutto vaschette. Vanno comunque rispettate le normative Covid previste per i pubblici esercizi e le attività di ristorazione.