GREEN PASS – LA FIPE CHIEDE SEMPLIFICAZIONI

Il green pass (certificazione verde Covid-19) va utilizzato in chiave positiva e non punitiva. È un cambio di prospettiva fondamentale in grado di garantire equilibrio e sicurezza sanitaria. Lo afferma Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio.

green passTuttavia il controllo del corretto utilizzo del green pass non può essere demandato agli esercenti “I gestori dei bar e dei ristoranti non sono pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri”, sottolinea la Fipe.

Per di più, in questi locali l’attività si volge spesso in maniera frenetica che non può essere aggravata da compiti che andrebbero a penalizzare ulteriormente lo svolgimento del lavoro.

Green pass – bisogna semplificare

green passFipe-Confcommercio non ha dubbi: così facendo c’è il rischio di rendere inefficace la norma. Bisogna semplificare, prevedendo un’autocertificazione che sollevi i titolari dei locali da ogni responsabilità.

Chi dichiarerà il falso lo farà a suo rischio e pericolo. I controlli devono rimanere in capo alle forze dell’ordine e la Fipe si batterà in fase di conversione in legge del decreto affinché questo avvenga.

Tutto ciò in quanto il D.L. 23 luglio 2021, n. 105 recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche” pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede forti sanzioni.

Infatti, va rilevato che, in caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Domande e risposte sul Green Pass

La Fipe, nel suo sito, ha inserito  una serie di domande tipo (FAQ) sull’introduzione del green pass dal 6 agosto e le risposte su come devono comportarsi gli esercenti.

Si ricorda che la certificazione verde COVID-19,  può essere rilasciata:

  1. dopo la somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo fino alla data prevista per la somministrazione della seconda dose (nel caso di vaccino a doppia dose). La certificazione verde ha in ogni caso una validità di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale;
  2. la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi);
  3. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).