RIAPERTURE GELATERIE E CONI GELATO

gelato

Le riaperture delle attività economiche, previste per ieri 18 maggio in quasi tutta l’Italia, grazie all’intervento delle Regioni, sono risultate un po’ più agevoli rispetto alle regole fissate in un primo tempo da INAIL e Istituto Superiore di Sanità. Per la vendita di gelato e di altri prodotti da asporto non è stato però tutto così scontato. Abbiamo, infatti, avuto modo di sentire alcuni gelatieri che hanno sollevato qualche dubbio su come ci si debba comportare, ad esempio, nella vendita e il consumo per asporto di coni gelato e coppette in quelle Regioni (come Lombardia, Veneto) dove c’è l’obbligo di indossare sempre la mascherina anche nei luoghi all’aperto. Va detto subito che Il coni gelatoproblema non è tanto per i gelatieri che vendono il gelato ma piuttosto per i clienti ma può avere comunque ripercussioni sull’attività. Mentre nel caso delle consumazioni che avvengono mediante l’utilizzo di tavoli e sedie appare evidente che devono essere rispettate le diverse regole di sicurezza previste, come per i ristoranti, dalle linee di indirizzo approvate dalla Conferenza delle Regioni, non è infatti del tutto chiaro come si debbano invece comportare i clienti dopo aver acquistato coni gelato e coppette per asporto. Ma lo stesso vale per pizzette, panini, piadine, cartocci di frittura, ecc. Come noto, questo tipo di consumo, che fa parte da sempre della tradizione del gelato artigianale (vengono definiti gelati da passeggio) può avvenire in svariati modi: durante una passeggiata, in un parco, seduti in una panchina pubblica, ecc.. Ciò anche perché, non sempre, la gelateria con solo asporto è dotata di attrezzature e spazi che consentano il consumo sul posto. Un caso ancora più evidente è quello delle gelaterie ambulanti. I legittimi dubbi, come dicevamo, nascono dalla lettura di alcune ordinanze regionali che rendono obbligatorio l’utilizzo della mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca in tutti i casi di uscita dalla proprietà privata, (tranne qualche esenzione, come per i bambini al di sotto dei 6 anni) circostanza che evidentemente non consentirebbe il consumo del gelato in spazi aperti. In altre Regioni, che si limitano alle direttive del Governo nazionale che obbliga ad indossare la mascherina soltanto nei casi in cui non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale il problema si pone meno.

Si potrebbe giustamente rispondere che il tutto si può risolvere con la logica e il buon senso. Certo, però rimane il fatto che ci sono delle normative ben precise e che sono previste anche ammende rilevanti (da 400 mila e 3.000 Euro) a carico degli inadempienti. Un po’ di chiarezza, per la tranquillità di tutti sarebbe, dunque, giusto venisse fatta. Consigliamo, quindi, agli interessati di informarsi a livello locale per capire cosa prevedono le ordinanze delle rispettive Regioni e come le diverse autorità intendono comportarsi in queste circostanze.